Se hai una scatola nera in auto e condividi la macchina con altri, sai bene che il premio assicurativo non sempre riflette la tua guida. Puoi guidare come un nonno, frenare con calma, rispettare i limiti, ma se tuo figlio o tuo marito usano l’auto e fanno accelerazioni brusche o curve a velocità elevata, il tuo sconto svanisce. E non c’è niente che tu possa fare, almeno non ancora.
La scatola nera non sa chi sta guidando
La scatola nera moderna è un piccolo dispositivo, grande quanto una scatola di fiammiferi, che registra ogni movimento dell’auto: velocità, frenate, curve, accelerazioni, persino l’attivazione dell’airbag. I dati vengono inviati in tempo reale all’assicurazione, che li usa per calcolare il tuo premio. Più guidi bene, meno paghi. Sembra giusto, no?Il problema è che questa tecnologia non sa chi sta guidando. Non riconosce il tuo volto, non sente la tua voce, non legge la tua carta d’identità. Se tu e tuo figlio condividete la stessa auto, la scatola nera registra tutto come se fosse una sola persona. E se lui è un guidatore più aggressivo, il tuo premio sale. Anche se tu guidi solo due volte al mese.
Secondo un’analisi dell’Associazione Consumatori Italia del 2023, il 63% degli utenti che condividono l’auto con altri familiari ha subito aumenti del premio non giustificati. Su Trustpilot, il 38% delle recensioni negative riguarda proprio questo problema. Un utente ha scritto: "Ho sottoscritto la polizza per lo sconto sulla mia guida prudente. Mio figlio ha fatto una frenata brusca, e il premio è salito del 22%."
Come le compagnie gestiscono il problema
Le compagnie assicurative non sono rimaste ferme. Hanno provato soluzioni, ma tutte hanno dei limiti.Generali offre una funzione chiamata "Drive Plus", che richiede di inserire un codice PIN ogni volta che si accende l’auto. Così, la scatola nera sa se stai guidando tu o qualcun altro. Ma questa opzione è disponibile solo per il 15% dei clienti, perché costa 25 euro l’anno in più. E funziona solo se ricordi di digitare il codice. Se dimentichi, tutti i dati vengono attribuiti al contraente principale.
Cattolica Assicurazioni non cerca di distinguere i conducenti. Invece, ti chiede di dichiarare tutti quelli che usano l’auto. Poi calcola il premio in base al profilo più rischioso: se c’è un giovane o un neopatentato, il costo sale. Non importa se lo usi solo per andare al supermercato. Il rischio è quello del peggiore.
Allianz Direct non fa nulla. Tutti i dati vanno al contraente principale. Se tua moglie guida spesso e fa frenate brusche, il tuo premio aumenta. Punto. Non c’è modo di escludere i suoi dati. E non c’è alcuna opzione per aggiungere profili.
Arcassicura sta testando un sistema di riconoscimento vocale. Ma i test del Politecnico di Milano mostrano un tasso di errore del 18% in ambienti rumorosi. E non sarà disponibile prima del 2025.
Perché non esiste una soluzione perfetta
La tecnologia per riconoscere chi guida esiste. Ci sono sistemi biometrici che leggono il battito cardiaco attraverso il volante, app che usano lo smartphone per identificare il conducente, e addirittura telecamere che riconoscono il volto. Ma nessuna compagnia italiana li usa su larga scala.Perché?
Perché costano troppo. Secondo Jeniot, integrare un sistema di riconoscimento del conducente aumenta il costo del dispositivo del 30-40%. E le compagnie non vogliono spendere di più per un mercato che, pur in crescita, non genera margini alti. Nel 2023, in Italia ci sono 4,2 milioni di polizze con scatola nera. Ma solo lo 0,7% ha funzionalità avanzate per gestire più conducenti.
Inoltre, c’è un problema tecnico: i sistemi hanno bisogno di essere "addestrati". Generali richiede almeno 500 chilometri di guida per imparare lo stile di un nuovo conducente. Se guidi solo il fine settimana, ci vuole un anno per avere un profilo affidabile.
E poi c’è la privacy. Il Garante per la Protezione dei Dati ha detto che le compagnie devono informarti su cosa registrano. Ma non ti obbligano a dire chi guida. Non esiste una legge che le costringa a distinguere i conducenti. E finché non ci sarà, le assicurazioni non cambieranno.
Le soluzioni che funzionano davvero
Se hai una famiglia che condivide l’auto, e vuoi evitare di pagare di più per colpa degli altri, ecco cosa puoi fare.- Se usi poco l’auto: non firmare la polizza con scatola nera. Fai una polizza tradizionale. I premi sono più alti, ma almeno non rischi aumenti improvvisi.
- Se guidi spesso e bene: scegli Generali e attiva "Drive Plus". Paga i 25 euro extra, ma ottieni uno sconto del 28% per la tua guida. Per chi guida male, il sovrapprezzo è limitato. È l’unica soluzione che funziona oggi.
- Se hai un’auto nuova: aspetta il 2025. Generali e Unipol stanno sviluppando scatole nere che si collegano all’infotainment della macchina. Se l’auto riconosce il conducente per regolare il sedile o la radio, potrebbe usare lo stesso sistema per l’assicurazione. E il costo scenderà del 60%.
- Se hai più auto: metti la scatola nera solo su quella che usi di più. E lascia le altre senza. Così, i dati riflettono solo la tua guida.
Cosa succederà nei prossimi anni
Secondo l’ABI, entro il 2026 il 25% delle polizze con scatola nera avrà funzionalità per gestire più conducenti. Non perché le compagnie lo vogliono, ma perché i clienti lo chiedono. Le famiglie italiane condividono le auto sempre di più. E non vogliono pagare per gli errori degli altri.Unipol sta collaborando con il Politecnico di Milano per creare un algoritmo che riconosce il conducente dopo solo 100 chilometri di guida. È un passo avanti. Ma non basta. Il vero cambiamento arriverà quando le auto stesse diventeranno smart. Se il sedile si muove, la radio cambia canzone, e l’aria condizionata si regola in base a chi è al volante, perché non dovrebbe farlo anche l’assicurazione?
La prossima generazione di scatole nere non sarà un dispositivo separato. Sarà parte integrante dell’auto. E non avrà bisogno di PIN, smartphone o riconoscimento vocale. Riconoscerà il conducente semplicemente perché lo conosce già.
Se sei già con una scatola nera
Non aspettare che qualcuno ti risolva il problema. Controlla il tuo contratto. Leggi le condizioni. Vedi se la tua compagnia permette di dichiarare altri conducenti. Se sì, fallo. Anche se non ti dà uno sconto, almeno sai che non sarai punito per colpa di qualcun altro.Chiedi al tuo agente: "C’è un modo per separare i dati di guida tra me e gli altri?" Se ti risponde di no, chiedi: "E se cambio compagnia, cosa mi offrono?" Non è un tradimento. È un atto di responsabilità.
La scatola nera è uno strumento utile. Ma solo se funziona per te. Non per chi guida la tua auto.
La scatola nera può aumentare il premio anche se guido bene?
Sì, se altri conducenti usano la stessa auto e guidano in modo aggressivo. La scatola nera registra tutti i dati del veicolo, ma non sa chi li ha generati. Se tuo figlio fa frenate brusche o curve veloci, il premio aumenta anche se tu guidi con prudenza. Questo è il principale limite delle attuali soluzioni.
Quali compagnie permettono di distinguere i conducenti?
Solo Generali offre una funzione per distinguere i conducenti, tramite il pacchetto premium "Drive Plus" che richiede l’inserimento di un codice PIN all’accensione dell’auto. Questa opzione è disponibile solo per il 15% dei clienti e costa 25 euro all’anno. Le altre principali compagnie - Unipol, Allianz Direct, Cattolica - non hanno soluzioni attive per la distinzione dei profili di guida.
Cosa succede se non dichiaro tutti i conducenti?
Se non dichiari tutti i conducenti abituali, rischi che la tua polizza venga annullata in caso di sinistro. Le compagnie possono contestare la copertura se scoprono che un conducente non dichiarato ha causato un incidente. Anche se non è obbligatorio dichiarare tutti, è consigliato per evitare problemi legali e assicurativi.
La scatola nera registra dove vado?
Sì, la scatola nera registra la posizione GPS con precisione fino a 1,5 metri in aperta campagna. Questo serve per calcolare il chilometraggio e il percorso, ma non per monitorare i tuoi spostamenti. Le compagnie non possono usare i dati per tracciare i tuoi movimenti personali. Tuttavia, il Garante per la Privacy richiede che tu venga informato su questa raccolta dati.
Posso disattivare la scatola nera?
No, non puoi disattivarla. La scatola nera è un dispositivo fisico installato nell’auto, collegato all’impianto elettrico. Se la rimuovi, l’assicurazione lo scopre e può annullare la polizza o aumentare il premio. L’unica opzione è cambiare compagnia o passare a una polizza tradizionale senza scatola nera.
Quando arriveranno le scatole nere che riconoscono il conducente?
Generalmente si prevede che tra il 2025 e il 2026 le principali compagnie lanceranno nuovi dispositivi integrati con i sistemi di infotainment delle auto moderne. Questi sistemi potranno riconoscere automaticamente il conducente attraverso il riconoscimento del volto, il riconoscimento vocale o i dati del sedile e del volante. La tecnologia esiste già, ma il costo e la normativa ne ritardano l’adozione su larga scala.