Se hai un’auto d’epoca che non circoli da anni, o una moto storica in restauro che giace nel garage, da gennaio 2026 non devi più pagare una polizza RC Auto tradizionale. È una delle novità più importanti per i collezionisti degli ultimi dieci anni. Il decreto legislativo approvato il 4 dicembre 2025 ha cambiato completamente le regole: l’obbligo di assicurazione non si applica più a tutti i veicoli storici, ma solo a quelli effettivamente in grado di circolare. Per i veicoli fermi, è entrata in vigore una nuova forma di copertura: il rischio statico.
Cosa significa veicolo storico non circolante?
Non tutti i veicoli antichi sono uguali. La legge distingue chiaramente tra due categorie: le auto e moto storiche e le auto d’epoca.
Le auto e moto storiche sono quelle iscritte nei registri ufficiali come ASI, Storico Lancia, FIAT Storico, Alfa Romeo Storico o FMI. Devono avere almeno 20 anni, conservare le caratteristiche originali di fabbrica, e possono circolare regolarmente. Queste vetture, se usate solo poche volte l’anno, non devono più pagare una polizza completa. Basta la copertura rischio statico, che protegge da danni mentre il veicolo è fermo.
Le auto d’epoca, invece, sono vetture cancellate dal PRA. Sono state dichiarate non più circolabili, spesso perché mancano parti fondamentali - motore, cambio, telaio - e sono destinate a essere conservate in musei, garage privati o collezioni. Hanno almeno 30 anni. Per queste, l’obbligo di RC Auto è stato eliminato del tutto, a patto che siano veramente inidonee alla circolazione.
Quando non devi più pagare l’assicurazione?
La grande novità è la definizione chiara di cosa significa “non circolante”. Non basta che l’auto non la guidi. Devi dimostrare che è impossibile farla muovere con un intervento semplice.
Se mancano il motore, il cambio, il telaio, o i sistemi di frenatura principali, e non puoi rimetterli in funzione con un paio di ore di lavoro, allora sei esonerato. Ma se ti mancano solo le ruote, la batteria o il filtro dell’olio? Allora sei ancora obbligato a assicurare il veicolo. Perché questi componenti si installano in un giorno. E se qualcuno li monta e la fa partire? Potrebbe causare un incidente.
Questa distinzione è stata fatta per chiudere un buco normativo che esisteva da anni. Prima, molti proprietari pagavano polizze da 200 euro all’anno per auto che non si muovevano da cinque anni. Ora, se il veicolo è davvero fermo, puoi passare a una copertura da 45 euro l’anno.
Cosa è il rischio statico?
Il rischio statico non è un’assicurazione tradizionale. Non copre i danni causati mentre l’auto si muove. Copre i rischi che accadono quando è ferma: incendi, cadute di oggetti, crolli della tettoia, danni a terzi causati da un veicolo che si ribalta nel garage, o persino un incendio doloso.
Le compagnie come Linear Assicurazioni e Genertel hanno già lanciato polizze specifiche. I costi partono da 45 euro l’anno per motori fino a 1.400 cc, e arrivano a 65 euro per motori oltre i 2.000 cc. La copertura minima è di 3 milioni di euro per danni a terzi, ma puoi scegliere fino a 15 milioni. È un’assicurazione pensata per i collezionisti: non ti protegge da un tamponamento, ma ti salva da un incendio nel tuo garage.
La riduzione dei costi è enorme. Prima, una polizza RC Auto per un’auto storica costava in media tra 150 e 250 euro. Ora, con il rischio statico, paghi meno della metà. E non devi più pagare per un rischio che non esiste: la circolazione.
Come si fa a richiedere l’esenzione?
Non basta dire che l’auto non la guidi. Devi dimostrarlo alla Motorizzazione Civile. Dal 1° gennaio 2026, devi presentare:
- Una foto del veicolo che mostri chiaramente la mancanza delle parti essenziali (motore, cambio, telaio, ecc.)
- Una dichiarazione firmata dal proprietario che elenca le parti mancanti e conferma che il veicolo non può essere reso circolabile con interventi semplici
- Il certificato di iscrizione al registro storico (se il veicolo è registrato come storico)
Se il veicolo è in restauro, puoi chiedere una sospensione temporanea dell’obbligo assicurativo per un massimo di 18 mesi. Puoi rinnovarla, ma devi presentare ogni volta documentazione tecnica aggiornata: foto, certificati di riparazione, ecc.
Per i veicoli già fermi prima del 1° gennaio 2026, c’è un periodo transitorio fino al 30 giugno 2026 per regolarizzare la posizione. Dopo quella data, chi non ha fatto la richiesta sarà considerato in violazione.
Cosa dicono i collezionisti?
La reazione dei proprietari di auto storiche è stata quasi unanime: positiva. Su Auto d’Epoca Forum, un utente ha scritto: “Finalmente una norma che riconosce la nostra realtà. Ho tre auto in restauro da anni, senza motore, e pagavo regolarmente la RC Auto nonostante non potessi muoverle dal garage.”
Un sondaggio di Motor1 Italia, condotto su 1.200 appassionati, ha rivelato che l’87% considera la nuova legge un passo avanti. Solo il 9% ha dubbi sull’applicazione pratica. E il 4% non ha ancora un’opinione.
Ma non è tutto perfetto. Alcuni si chiedono: “Come faranno a controllare lo stato del veicolo? Dovrò mandare foto ogni anno?”
La risposta è: no. Non serve un controllo annuale. Basta che la documentazione presentata sia veritiera. Ma se la Motorizzazione scopre che hai rimesso il motore e non l’hai dichiarato, rischi una multa e la revoca dell’esenzione.
Cosa dicono le compagnie?
Le assicurazioni stanno ristrutturando i loro prodotti. Linear Assicurazioni, con il 28% di mercato, ha lanciato quattro livelli di copertura rischio statico. Genertel e UnipolSai hanno seguito. Il mercato delle assicurazioni per auto storiche valeva 65 milioni di euro nel 2025. Ora, secondo Confassociazioni, potrebbe perdere il 15-20% di fatturato in questo segmento.
Ma non è una sconfitta. Le compagnie stanno spostando l’attenzione sulle polizze stagionali. Ora puoi assicurare la tua auto per 1, 3, 6 o 11 mesi l’anno. Se la usi solo per il raduno di primavera e quello d’autunno, paghi solo per quei mesi. È un’opportunità per chi non vuole pagare tutto l’anno.
Cosa rischia il proprietario se non si adegua?
Se hai un’auto con il motore, le ruote, il cambio e la batteria, ma non la assicuri, rischi una multa da 841 a 3.366 euro. E se l’auto viene coinvolta in un incidente, anche se non era in movimento, potresti essere ritenuto responsabile per danni a terzi.
Se invece hai un’auto senza motore, ma non hai presentato la documentazione alla Motorizzazione, e qualcuno la trova e la mette in strada, sei ancora responsabile. La legge non ti protegge se non hai fatto la richiesta formale.
Per questo, è fondamentale agire entro il 30 giugno 2026. Non aspettare che ti contatti qualcuno. Fai tu il primo passo.
Le preoccupazioni dei consumatori
Non tutti sono contenti. CittadinanzAttiva ha avvertito: “Anche i veicoli fermi possono causare danni. Un incendio in un garage può distruggere un’intera proprietà. La copertura rischio statico deve garantire un livello adeguato di protezione.”
È un punto valido. La copertura minima di 3 milioni di euro è buona, ma non è obbligatoria per tutte le compagnie. Alcune potrebbero offrire polizze da 1 milione per tagliare i costi. Attenzione: leggi bene il contratto. Assicurati che la tua polizza rischio statico copra danni a terzi, incendi, e crolli. Non accontentarti di coperture minimali.
Cosa succede se vuoi riprendere a circolare?
Se decidi di rimettere in strada il veicolo, devi tornare alla polizza RC Auto tradizionale. Non puoi passare da rischio statico a circolazione senza un nuovo contratto. E non puoi usare la vecchia polizza: è scaduta.
Quando ripristini il veicolo, devi:
- Presentare alla Motorizzazione la documentazione tecnica che dimostra la riparazione
- Chiedere la riammissione al PRA
- Stipulare una nuova polizza RC Auto
Il tuo attestato di rischio non si perde. È conservato nell’archivio IVASS. Ma la tua storia assicurativa parte da zero per la nuova polizza. Non avrai sconti automatici, anche se hai avuto una polizza rischio statico per anni.
Le prospettive future
Questa riforma non è solo un risparmio. È un segnale. Il governo riconosce che le auto storiche non sono mezzi di trasporto, ma beni culturali. E che i collezionisti non sono trasgressori, ma custodi di storia.
Secondo Confindustria Ancma, questa legge potrebbe stimolare il mercato dei restauri. Si stima un aumento del 12% nelle attività delle carrozzerie specializzate, con un giro d’affari aggiuntivo di 45 milioni di euro nel 2026.
Per te, se hai un’auto in garage, significa che puoi finalmente smettere di pagare per qualcosa che non usi. E magari, con i soldi risparmiati, puoi comprare una nuova batteria, un filtro, o un pezzo di ricambio che ti manca. Il tuo veicolo tornerà a vivere - anche se solo nel tuo garage.